Un itinerario intrigante e al contempo affascinante, dedicato agli appassionati di urbanistica e di storia dell'arte. Numerosi infatti sono i Palazzi dislocati lungo Via S. Giovanni e Via Garibaldi, strada che sfocia nella Piazza Borgo - un tempo limite a Nord Ovest della vecchia città romana. Da qui si diramano altre tre vie (Campagna, Taverna e Castello) che costituiscono la residenza di chi è piacentino da mille generazioni (piasintein del sass).
Da Largo Battisti al semaforo si gira a destra e s'imbocca Via Garibaldi dove oltre la "Galleria città di Piacenza", con un antologia di opere di pittori italiani i più noti che Piero Genocchi era sempre pronto ad illustrare, oltre il Palazzo della Provincia in stile liberty, sorgono numerosi palazzi del Settecento piacentino come: palazzo Mischi, Anguissola, Anguissola Scotti di Agazzano, Portapuglia, Cerri, Manzini, Volpelandi. Al primo minuscolo slargo, quasi a ridosso del Gotico, si erge la chiesetta di S. Ilario con il portale tripartito. Risale al 1120 ed è oggi sede di eventi culturali.
Al n. 7 troviamo il palazzo Fogliani che fu dato alla Curia vescovile di Piacenza che lo ha destinato a sede di organizzazioni cattoliche. Il salone conserva la decorazione originale con cornici a stucco e grandi quadri dipinti da Giovanni Evangelista Draghi aiutato dal Baderna. Arredamento neoclassico si alterna in questo palazzo a decorazioni del Settecento, ad allegorie della Fauna, del Tempo, della Flora.
Rieccoci in piazza Garibaldi, sul Guasto o piazza Borgo: il nome ricorda la distruzione a furor di popolo delle case di Alberto Scoto avvenuta nel 1304 durante le lotte di fazione.
Rivolta a Via Castello troviamo la chiesa di Santa Brigida che fu tempio e ospizio per i pellegrini nell'antico sobborgo della città e oggi attiva per eventi religiosi e culturali.
Due Chiese del XII° secolo quella di S. Matteo e quella dei santi Nazaro e Celso. S. Matteo sorta nel 1106 subì trasformazioni nel '500 e in epoca barocca. La chiesa dedicata ai santi Nazoaro e Celso, sull'angolo del cantone S.Nazaro, fu innalzata nel 1125 e venne modificata nei secoli successivi.