Durante questo itinerario si comprende perché Piacenza è anche chiamata la città dei Palazzi: infatti i nobili del tempo - in mancanza di una vera e propria corte - potevano ostentare il proprio rango con lussuose opere architettoniche. Edifici che si alternano a magnifiche chiese come il Duomo, uno dei monumenti religiosi più insigni del Nord Italia.
Da Piazza Cavalli, in direzione est, si percorre via XX Settembre, il centro commerciale della città, fino ad arrivare in Piazza Duomo. L’atto di nascita del maggiore tempio cittadino, la “chiesa madre” piacentina, è inciso in latino nella pietra su un portale, “hoc laudabile templum”, di questo tempio degno di lode. Oltre un secolo durò la sua costruzione: fu iniziata nel 1122 dal vescovo Aldo e ultimata nel 1233 Rainaldo Santo da Sambuceto. Severa maestosità, poderoso slancio verticale, mistica suggestione spirano da queste forme architettoniche. Nel 2023 sono stati installati nuovi sistemi di illuminazione artistica che valorizzano la facciata nelle ore serali.
Lasciata piazza Duomo con la colonna farnesiana che sostiene la statua della Madonna e che ha resistito ai bombardamenti del '44 e '45, si percorre via Legnano. Sull'angolo con Via Roma c'è l’oratorio di S. Rocco costruito nel 1577. In via Roma possiamo trovare Palazzo Costa dove la famiglia Costa che prende il nome da una famiglia di mercanti di tessuti e banchieri di origine genovese; possiamo anche trovare Palazzo Anguissola da Grazzano al n.99 sorto tra il 1774 e il 1777 e Palazzo Maruffi al 26/A la cui costruzione fu promossa dal conte Carlo Luigi Maruffi tra il 1685 e il 1690.
Danno il benvenuto a quanti arrivano dalla stazione ferroviaria; si celebra il primo centenario. Creato dal conte Giacomo Costa nella prima metà del secolo scorso diventa parco pubblico nel 1882. Nel 2024 i giardini hanno subito lavori di riqualificazione del verde e delle aree giochi, con nuovi percorsi pedonali e aree relax, migliorando anche l’accessibilità allo spazio.
Percorso un tratto del giardino a nord di via Roma o discesa la scalinata che dalla medesima via conduce in via Alberoni, si arriva sul sagrato della chiesa romanica di San Savino restaurata all’interno dal parroco don Pio Cassinari e dall'ing. Ettore Martini all'inizio del 1900. La basilica a tre navate divise da pilastri di pietra, è stata costruita sulle fondamenta di una primitiva chiesa eretta nel 903 dal vescovo Everardo e distrutta dalle orde barbariche degli Ungari. Nel 2023 sono terminati interventi di restauro conservativo sugli affreschi interni e gli accessi al sagrato sono stati migliorati per facilitare le visite alla chiesa.